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Legni Parlanti di Cibelli

Paolo Cibelli
Legni parlanti
Altare in legno (200 x 100 x 90 cm)
Leggio in legno (130 x 50 x 60 cm)
Cappella Universitaria del Campus Università degli Studi di Salerno
Dono dell’artista, 2007

Paolo Cibelli (Torre Annunziata, 1949) approda alla scultura da autodidatta, conquistando attenzione da parte del pubblico e della critica per la sua capacità di lavorare un unico materiale, il legno. E’ noto per andare a caccia di tronchi d’albero anneriti e consumati dal tempo, pezzettini di legno arenati in riva al mare o abbandonati in campagna e montagna. Si tratta sempre di legni, “rifiutati”, per così dire, che si sono salvati da un incendio boschivo e risultano semicombusti o arenatisi sulla battigia dopo essere stati a lungo trasportati dalle onde da un litorale ad un altro. “A volte - ha spiegato più volte Cibelli - sono rami della nostra vegetazione, altre volte del Mediterraneo più distante, qualche volta addirittura giungono dalle vicine coste dell’Africa. Quello che li accomuna è che sono legni poveri, rami, arbusti, piccoli frammenti di radici recuperati alla vita e alle loro voci. Quando inizio a lavorarli è il materiale stesso a parlarmi, a suggerirmi il prosieguo di quello che la natura ha già iniziato a plasmare”. Vengono così fuori forme di purezza espressiva di una immediatezza e semplicità il più delle volte ispirate all’arte sacra, che l’artista chiama “Legni Parlanti”.
Al suo esordio Cibelli si cimenta con l’arte presepiale ed una delle prime personali di presepi e sculture viene ospitata agli inizi degli anni Novanta dall’Università di Salerno, con il patrocinio della cattedra di Antropologia Culturale. Figure stilizzate, appena accennate perché già plasmate dalla natura e chiamate dall’artista ad entrare nella scena presepiale con pochi ritocchi essenziali a scalpello. Nel Museo del Santuario di Pompei è esposta una Natività fatta da un ramo di ulivo dal titolo “Una porta nella vita”.
L’approdo alla scultura vera e propria arriva successivamente con una galleria di volti, ritratti, scene sacre, modellati dall’informe dei tronchi di legno, intervenendo su di un materiale che a suo dire possiede già in sé i requisiti per diventare opera d’arte. “Cercando tra centinaia di pezzi, trovo sempre qualcosa che mi attrae, mi suggerisce qualcosa, una figura, un profilo, un volto, una posa. Non intervengo se non per piccole sezioni. L’anima è già dentro il legno”.

All’interno della Cappella Universitaria del Campus, il leggio e l’altare della serie “Legni Parlanti” sono stati intagliati da Paolo Cibelli da un tronco di ulivo ultracentenario. Come testimoni silenziosi della profonda dimensione spirituale dell’artista, si dispongono nello spazio della cappella offrendo la loro nudità ed essenzialità: il leggio lasciato volutamente grezzo e poco intagliato con le sue curve accentuate e nodosità simili a ferite, fa coppia con il paliotto d’altare decorato con u’immagine frammentata di un’Ultima Cena.

Biografia

Paolo Cibelli (Torre Annunziata, 1949) vive e lavora a Salerno. Comincia la sua carriera artistica agli inizi degli anni Novanta realizzando presepi in sughero. Nel 1997 ottiene il primo posto al XIV Concorso Internazionale di Scultura del centro di arte e cultura l’Iride di Cava de’ Tirreni con un originale presepe in legno d’ulivo. E’ premiato nel 1999 dai Leons Clubs di Pompei
Le sue opere scultoree sono state esposte in importanti rassegne e luoghi d’arte in Italia e all’estero, tra cui a Villa Carrara a Salerno (1998, 2000, 2002, 2010), Sutrio (2001, 2006), nel chiostro di San Domenico dell’Università del Sannio a Benevento (2007) e in Francia alla Biennale di Grenoble dal tema “Passion du Bois” (2001).

LeggioAltareAltare e Leggio