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Home Il Modello Stepped Care
Nella realizzazione delle azioni si intende adottare un modello di presa in carico a step graduali di complessità (stepped care), volto a offrire alla comunità universitaria un continuum di servizi in grado di rispondere in maniera proporzionata e flessibile ai diversi livelli di disagio psicologico. Tale modello, raccomandato dalle linee guida internazionali per ottimizzare le risorse e garantire accessibilità, gradualità e appropriatezza degli interventi, consente infatti di massimizzare l’efficacia degli interventi, promuovendo da un lato la prevenzione e la psicoeducazione e dall’altro un accesso tempestivo a trattamenti mirati per gli studenti che presentino sintomi clinicamente rilevanti.
In questa cornice, il modello stepped care non si limita a organizzare la risposta clinica al disagio, ma integra interventi di promozione del benessere, alfabetizzazione psicologica e strumenti di accesso digitale, con l’obiettivo di intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità e sostenere il funzionamento positivo della comunità universitaria.
Il modello Stepped Care prevede, pertanto, una graduazione degli interventi in funzione dell’entità dei bisogni della persona, a partire da una fase iniziale di screening psicologico che consente di verificare il livello di benessere degli/delle utenti.
OBIETTIVO GENERALE
Promuovere il benessere psicologico e prevenire il disagio mentale della comunità universitaria.
OBIETTIVI SPECIFICI
- Rilevare precocemente il livello di disagio psicologico mediante strumenti di screening standardizzati.
- Differenziare i livelli di intervento, garantendo accessibilità, appropriatezza e continuità del supporto.
- Favorire alfabetizzazione psicologica e riduzione dello stigma attraverso interventi psicoeducativi.
- Offrire spazi esperienziali di gruppo per il potenziamento delle competenze emotive, relazionali e di coping.
- Fornire percorsi brevi di counseling psicologico e psicoterapia mirata per utenti con sintomi ansioso-depressivi o stress significativo.
- Integrare l’intervento universitario con i servizi territoriali del SSN per la presa in carico dei casi più complessi.
FASE 1: SCREENING PSICOLOGICO AVANZATO DELLA COMUNITA’ UNIVERSITARIA
L’accesso ai servizi offerti avviene tramite compilazione online di questionari di screening, che restituiscono immediatamente un livello di rischio e di intensità del disagio:
- somministrazione, attraverso un portale web dedicato, di strumenti psicometrici validati volti a verificare la situazione psicologica
- conclusa la compilazione dei questionari di screening, l’utente prende visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali e procede all’invio delle risposte
- Sulla base della situazione psicologica dell’utente, lo stesso ottiene una risposta che indirizza ai diversi servizi offerti
Sulla base di ciò che emerge dallo screening psicologico, l’utente ottiene una risposta che lo indirizza ad uno dei seguenti percorsi:
- Primo livello di intervento à NESSUN DISTURBO O RISCHIO DI DISAGIO SIGNIFICATIVO
- Secondo livello di intervento à CONDIZIONE DI DISAGIO PSICOLOGICO O DI SINTOMI SOTTO-SOGLIA CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO A MINORE INTENSITÀ
- Terzo livello di intervento à DISAGIO CON PRESENZA DI SINTOMI A MEDIA INTESITÀ
Qualora si ravvisi il bisogno di un intervento più complesso e multiprofessionale o ci sia un rilevante rischio psicopatologico, la persona sarà indirizzata ed orientata al Servizio pubblico, in grado di effettuare gli interventi ad ALTA INTENSITÀ.
FASE 2: ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI A DIVERSA INTENSITA’
Primo livello: Nessun disagio / intervento preventivo psicoeducativo
Gli utenti che non presentano un disagio clinicamente rilevante vengono coinvolti in iniziative di sensibilizzazione e alfabetizzazione psicologica.
In questo livello rientrano percorsi strutturati di alfabetizzazione psicologica, laboratori esperienziali e iniziative tematiche di promozione del benessere finalizzate a sviluppare consapevolezza emotiva, competenze relazionali e strategie di autoregolazione. Tali interventi affrontano aree rilevanti per la popolazione universitaria - come gestione dello stress, uso consapevole delle tecnologie, prevenzione delle dipendenze, immagine corporea e relazioni interpersonali - con l’obiettivo di rafforzare fattori protettivi e favorire il funzionamento positivo.
Secondo livello: Disagio lieve / gruppi laboratoriali ed esperienziali
Gli utenti che, allo screening, mostrano condizioni di disagio lieve o sintomi sottosoglia vengono indirizzati a gruppi laboratoriali ed esperienziali. In questo ambito possono rientrare, a titolo di esempio, le attività promosse dal progetto PROBEN/Prima, finalizzate a potenziare le competenze emotive, relazionali e di coping. Il lavoro di gruppo consente di condividere esperienze comuni, rafforzare le risorse individuali e sviluppare strategie di autoregolazione emotiva. I gruppi di intervento possono includere moduli psicoeducativi e protocolli esperienziali focalizzati su aree specifiche di vulnerabilità, favorendo l’apprendimento di competenze pratiche e la condivisione tra pari. Questa modalità consente di intervenire precocemente su segnali di disagio, rafforzare le risorse personali e prevenire l’evoluzione verso condizioni psicologiche più strutturate.
Il Primo e il Secondo livello del modello stepped care trova attuazione operativa nel Piano di Azioni Integrate “Star bene inCampus” (link alla pagina), che costituisce la dimensione preventiva e psicoeducativa del sistema di supporto psicologico di Ateneo.
Terzo livello: Disagio presente di media intensità / counseling psicologico
Gli utenti che manifestano sintomi di maggiore consistenza (ansia, umore depresso, stress significativo) vengono orientati a percorsi di counselling psicologico, sia in modalità individuale che di gruppo (da 4 a max 8/10 incontri).
Il Terzo livello del modello stepped care trova attuazione operativa nel Servizio di Counseling Psicologico di Ateneo “Take Care” (link alla pagina), presidio dedicato al supporto delle condizioni di disagio psicologico di lieve e media intensità. I percorsi di counseling possono svolgersi in modalità individuale o di gruppo e sono caratterizzati da un numero limitato di incontri, definiti in funzione degli obiettivi condivisi tra professionista e studente. L’intervento è centrato sulla promozione della consapevolezza, sullo sviluppo di strategie di coping e sul miglioramento del funzionamento personale e accademico. Il servizio opera in integrazione con gli altri livelli del modello stepped care, garantendo continuità tra prevenzione e presa in carico e facilitando, quando necessario, l’orientamento verso servizi territoriali per situazioni di maggiore complessità. Particolare attenzione è rivolta alla qualità clinica degli interventi, alla supervisione professionale e alla tutela della privacy degli utenti.
In questa prospettiva, “Take Care” rappresenta il fulcro della risposta di counseling dell’Ateneo: uno spazio strutturato, accessibile e scientificamente fondato, volto a sostenere il benessere psicologico della comunità studentesca.
Quarto livello: Invio ai servizi territoriali per casi complessi coadiuvato dal Servizio di Psicologia di Base di Ateneo
Qualora dallo screening o dal percorso di presa in carico emerga una condizione clinica grave o complessa, lo studente viene indirizzato ai servizi territoriali del SSN (es. CSM, DSM, servizi per disturbi specifici), garantendo la continuità assistenziale e l’appropriatezza del trattamento. Tale invio avverrà di concerto con il servizio di Psicologia di Base presente in Ateneo e afferente all’ASL di Salerno.
- Maggiore consapevolezza e alfabetizzazione psicologica nella comunità universitaria.
- Riduzione dello stigma verso la richiesta di aiuto.
- Accesso facilitato a percorsi di supporto personalizzati e graduati.
- Riduzione dell’impatto del disagio psicologico sul rendimento accademico e lavorativo e sul rischio di drop-out.
- Rafforzamento della rete tra università e SSN per la tutela della salute mentale dei giovani adulti.


