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T-SHAPED PROFESSIONAL ED IL VALORE DELLE SOFT SKILL NEL CROWDSOURCING

Nuovi e più ampi paradigmi e teorie sono stati sviluppati per descrivere ed esplorare i complessi processi che avvengono quando il valore è generato dall'interazione e dalla collaborazione reciproche di persone, organizzazioni e tecnologie. Tali paradigmi sono stati esplorati in diversi domini e campi del sapere e tutti sottolineano che il miglior valore è quello generato mediante attività di collaborazione e co-creazione che coinvolgono le più disparate risorse esterne (es. clienti, fornitori, enti di ricerca, esperti, etc.). In tale contesto, gli intermediari assumono un ruolo strategico perché facilitano l'interazione, la partecipazione e la costruzione delle relazioni tra i diversi attori coinvolti nel processo di innovazione. Alcuni esempi di Open Innovation Intermediaries (OII) sono NineSigma, Innocentive, etc. Utilizzando Internet e gli strumenti del web 2.0, gli OII con le loro piattaforme avanzate, aiutano gli individui e le organizzazioni ad incrociare le loro risorsee competenze in una vasta gamma di settori specializzati, fornendo un'ampia offerta di servizi. Nella maggior parte dei progetti realizzati utilizzando il paradigma su citato (crowdsourcing), i professionisti coinvolti sono tra di loro dei perfetti sconosciuti e provengono dalle più diverse e disparate aree disciplinari. Essi sono tuttavia perfettamente in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato perché dotati di competenze trasversali (es. capacità di lavorare in team, spiccata capacità di problem solving, forti attitudini comunicative, spinte ideali etc.). Tale figura professionale sembra quindi perfettamente assolvere a quelle caratteristiche che definiscono il profilo professionale T-shaped. Consolidata la necessità di ideare – quanto più in Italia – corsi di studi accademici maggiormente incentrati sulla formazione di tale profilo, si ritiene che una delle possibili modalità di formazione di T-shaped professional sia lo stesso contesto del crowdsourcing. Esso potrebbe essere – a titolo esemplificativo – utilizzato dalle università (con il sostegno magari di realtà già consolidate) sottoforma ad esempio di periodiche call to action agli allievi che sarebbero così motivati e stimolati a collaborare con colleghi di dipartimenti differenti dai propri,scongiurando anche possibili e sempre frequenti luoghi comuni. Il crowdsourcing quindi come “palestra” per i futuri T-shaped professional. Proprio da questo assunto e dal desiderio di analizzare in profondità le possibili competenze trasversali emergenti all’interno delle realtà di crowdsourcing, si procederà ad analizzare alcuni casi empirici. In particolare, l’obiettivo cognitivo di tale ricerca è dunque quello di studiare il grado di competenze maturato nelle differenti prassi al fine di comprendere la possibile incidenza che un paradigma come il crowdsourcing possa avere nello sviluppo delle competenze trasversali che caratterizzano il T-shaped professional. Dato l’obiettivo cognitivo, lo studio si è avvalso di una delle principali tecniche di scaling utilizzate per rilevare proprietà continue non misurabili: la scala auto-ancorante o scala Cantril che segue lo stesso criterio di drastica riduzione dell’autonomia semantica delle categorie intermedie. Utilizzando questa tecnica verrà costruito e somministrato un questionario, anche online.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo2.106,00 euro
Periodo29 Luglio 2016 - 20 Settembre 2018
Gruppo di RicercaPICIOCCHI Paolo (Coordinatore Progetto)
BASSANO Clara (Ricercatore)
CONFETTO Maria Giovanna (Ricercatore)
CONTE FRANCESCA (Ricercatore)
DE LUCA DANILO (Ricercatore)
SIANO Alfonso (Ricercatore)
TROTTA DANIELA (Ricercatore)
VOLLERO Agostino (Ricercatore)