UNISA - Parco archeologico di Pompei

Monitoraggio dei beni culturali del Parco con il supporto di tecnologia avanzata grazie a una convenzione con il DICIV UNISA

Monitoraggio dei beni culturali del Parco con il supporto di tecnologia avanzata grazie a una convenzione con il DICIV UNISA

Il ruolo della ricerca nella conservazione delle bellezze del nostro territorio. È questo il topic che illumina l’intesa nata tra il Parco Archeologico di Pompei e il Dipartimento di Ingegneria Civile del nostro Ateneo volta a sviluppare specifiche attività di costante monitoraggio delle costruzioni antiche presenti negli scavi di Pompei e valutare gli effetti che anche i cambiamenti climatici potrebbero esercitare sulle stesse nel corso del tempo.

Obiettivo dell’attività sarà quello di progettare soluzioni innovative per il monitoraggio del patrimonio, facendo leva anche su tecnologie avanzate. L’accordo prevede l’implementazione di specifiche procedure e metodologie per lo screening delle condizioni di dissesto, ammaloramento e fragilità che possono determinare criticità o ridurre la sicurezza strutturale.

“A tal scopo – dichiara il Direttore del sito archeologico, Gabriel Zuchtriegel – stiamo implementando il sistema informativo su piattaforma GIS che è stato sviluppato nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Definire bene l’intero processo dal monitoraggio fino all’intervento, oltre a ottimizzare il lavoro di programmazione di interventi di messa in sicurezza e restauro, ci consentirà nei prossimi anni di quantificare meglio l’aumento di risorse umane e finanziarie che dovremo mettere in campo per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali. Bisogna lavorare intensamente affinché la crisi climatica non diventi anche una crisi del patrimonio culturale.”

“Nell’ambito delle attività istituzionali del Parco Archeologico di Pompei – spiega il prof. Luigi Petti (DICIV) - il Direttore Gabriel Zuchtriegel ha avviato, con il supporto del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno, lo sviluppo di un modello innovativo di gestione delle attività di manutenzione programmata e tutela preventiva in grado di mitigare e controllare l’impatto di tali fenomeni sulla città antica. Il progetto arricchisce le notevoli competenze e gli strumenti già presenti nel Parco con ricerche ed esperienze all’avanguardia sviluppate presso l’Ateneo Salernitano, tra cui il monitoraggio del Tempio di Nettuno a Paestum ed il monitoraggio e la sorveglianza dei ponti, dei viadotti e delle gallerie sul tronco autostradale A3”.

Le attività di ricerca applicata saranno attuate anche mediante sviluppo di tesi e tirocini formativi.

Pubblicato il 8 Ottobre 2021

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