Verso la medicina personalizzata in psichiatria: nuovi marcatori per distinguere pazienti responder e non-responder

Allo studio, pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, ha contribuito il MedChemBioLab del DIFARMAUNISA

Allo studio, pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, ha contribuito il MedChemBioLab del DIFARMAUNISA

In un futuro non troppo lontano, marcatori molecolari consentiranno di distinguere soggetti rispondenti al trattamento con farmaci antipsicotici da quelli non rispondenti, ossia farmacoresistenti.

È questo il risultato dello studio pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, a cui ha contribuito il MedChemBioLab del DIFARMA dell’Università di Salerno, diretto dalla professoressa Anna Maria D’Ursi. La ricerca è stata svolta in collaborazione con il Laboratorio di Neuroscienze traslazionali del Ceinge Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore di Napoli diretto da Alessandro Usiello, e con il Dipartimento di Neuroscienze della Facoltà di Medicina della Federico II di Napoli.

La schizofrenia è un grave disturbo psichiatrico che colpisce circa l'1% della popolazione. Essa viene trattata prevalentemente con farmaci antipsicotici, ma circa il 30% dei pazienti sviluppa resistenza al trattamento. Questa condizione peggiora in modo significativo il quadro sintomatico della malattia, compromettendo la capacità cognitiva e la funzionalità globale della persona. Al momento, il medico psichiatra non dispone di strumenti diagnostici che, oltre alla sintomatologia clinica, permettano di formulare diagnosi accurate, né può servirsi di dati in base ai quali formulare previsioni sulla rispondenza del paziente al farmaco. In questo scenario, si configura l’urgente necessità di disporre di biomarcatori che favoriscano una diagnosi accurata e forniscano indicazioni attendibili sulla rispondenza del paziente a uno specifico trattamento farmacologico.

Con l’obiettivo di rispondere a questa esigenza, è stato avviato lo studio pubblicato su Translational Psychiatry, in cui i sieri ematici di una coorte di pazienti schizofrenici reclutati presso l’AOU Federico II di Napoli, sotto la direzione del prof. Andrea De Bartolomeis sono stati analizzati grazie al prezioso lavoro delle dottoresse Manuela Grimaldi e Carmen Marino, con un approccio di analisi metabolomica, utilizzando lo spettrometro NMR 600MHz del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo.

L’analisi metabolomica per NMR o Spettrometria di Massa è una delle tecniche omiche recentemente sviluppate che permette di misurare le concentrazioni di metaboliti a basso peso molecolare contenuti in un dato fluido biologico, ottenendo informazioni sullo stato fisiopatologico dell’intero organismo. Dunque, utilizzando questa metodologia, nello studio pubblicato su Translational Psychiatry è stato possibile osservare che il siero di pazienti resistenti al trattamento farmacologico con antipsicotici presenta specificità nella concentrazione dei metaboliti, rispetto a quello dei pazienti sensibili. E, sui metaboliti presenti in modo peculiare nei pazienti resistenti ai farmaci, si concentra l’attenzione per identificare biomarcatori di resistenza. Questi, opportunamente validati su coorti più ampie di pazienti, nella pratica clinica, in un futuro non troppo lontano, potranno essere utilizzati per fare previsioni sulla rispondenza o sulla resistenza del paziente schizofrenico a un particolare trattamento farmacologico. In tal modo si eviteranno lunghi mesi di terapie scarsamente influenti, mentre un opportuno screening con biomarcatori fornirà rapidamente indicazioni per la terapia più adatta ed efficace.

Anche se i dati raccolti dovranno essere confermati su un più ampio numero di pazienti, costituiscono al momento una validissima base da cui partire per definire protocolli che consentano il trattamento di pazienti psichiatrici in un’ottica di medicina personalizzata e di precisione. Tale pratica si configura come un sostanziale passo avanti nell’umanizzazione delle cure e inoltre come un approccio che consente significativi contenimenti dei costi diretti e indiretti associati alla gestione del paziente psichiatrico.


Ricerca a cura di:

Marino, C., Zhang, S., De Simone, G. et al. La metabolomica basata su 1H NMR non mirata svela distinte firme biochimiche circolanti tra pazienti schizofrenici resistenti e non resistenti al trattamento: uno studio pilota. Transl Psychiatry 16 , 108 (2026). https://doi.org/10.1038/s41398-026-03853-6

Pubblicato il 27 Febbraio 2026

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