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Convegno Internazionale di Studi

  • Humanity. Between lost paradigms and new trajectories

    Convegno Internazionale di Studi

    Aula Nicola Cilento

Università degli Studi di Salerno

Università degli Studi di Napoli Federico II

Accademia di Belle Arti di Napoli

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L’iniziativa, che prende le mosse dalla recente pubblicazione del secondo numero della rivista “Shift. International Journal of Philosophical Studies”, dedicato al tema della Humanity, è volta a indagare da un punto di vista filosofico, politico ed estetico, la riflessione sulla centralità dell’uomo.

La perdita del paradigma umano è una delle questioni filosofiche fondamentali del Novecento; tale questione si lega a una serie di accadimenti che hanno animato la storia del pensiero agli albori del secolo scorso aventi come baricentro il tracollo della modernità culminato con l'annuncio nietzschiano della morte di Dio. Lungo questa linea di pensiero si è innestata quella che, a partire da Heidegger e Gadamer, ha portato a un vero e proprio approfondimento del tema dell'umano in tutte le sue specificità. Si vedano in particolare, tra gli scritti di M. Heidegger, Lettera sull'«umanismo, H. Arendt, Uomini in tempi bui, H. G. Gadamer, Bildung e Umanesimo.

La denuncia dell'assenza di un Grund, sul quale fondare l'uomo in termini trascendenti, impedisce di fatto lo sviluppo di un'idea forte e coerente della natura umana. Un tale impedimento costringe l'uomo all'interno di una condizione di spaesatezza a causa della quale le vecchie forme definitorie non possono più nulla. Si rinvia a questo proposito alle opere di E. Morin, Il paradigma perduto. Che cosa è la natura umana? e di G. Vattimo, La crisi dell'«umanismo», in G. Vattimo, La fine della modernità. Le questioni dell'uomo come “paradigma perduto”, quella della tecnica - quale archetipo della realtà - e di essa come opportunità innovativa per intessere relazioni del tutto sconosciute con la conoscenza e la realtà, sono motivi ampiamente intrecciati nel secolo passato, che tutt'oggi ci pongono nuove interessanti sfide. La crisi dell'umanismo da intendersi come crollo di un modello di pensiero antropocentrico che affermava l'uomo secondo le categorie dell'individualità, dell'unicità, della purezza, della centralità ed interprete di un destino della storia squisitamente umano, porta, negli ultimi cento anni, a un rimodellamento dell'immagine che l'uomo ha di se stesso.

Umanità da intendersi come natura dell'uomo, come solidarietà, come civiltà e infine come termine collettivo, il genere umano. Risulta interessante capire come l'intreccio e i conflitti tra questi significati siano stati forieri di alcuni ‘topoi' essenziali della nostra storia recente: lo sviluppo di una cultura laica, della scienza, del diritto, della libertà, del benessere, tendenzialmente estesi a un numero sempre più ampio di persone; ma insieme, anche le lacerazioni, i conflitti, i sovvertimenti che tale sviluppo ha visto, dai colonialismi ai totalitarismi, dai genocidi tutt'oggi presenti in varie punti caldi del mondo, alla sperequazione capitalista del mondo globalizzato (v. T. Negri, M. Hardt, Impero; E. Morin, La via. Per l'avvenire dell'umanità; M. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica).

Oggi, nell'era delle biotecnologie e della eugenetica terapeutica, delle fecondazioni artificiali e del fine-vita, urge pensare, o meglio ripensare, il nostro rapporto con il corpo e quindi con la vita e, nella sua accezione più ampia, con la Humanity. Si introduce qui il nuovo rapporto della relazione mente- corpo che è atta a configurare la vita non come ‘forma di mondo' biochimicamente e biologicamente strutturata, ma come plesso di permutazione e scambio tra vitale e non vitale, organico e inorganico, in una sorte di latente promiscuità. Esautorare il concetto di corpo come piano unico del soggetto e mettere in relazione il naturale e l'artificiale, il reale e il virtuale, l'organico e l'inorganico è ciò che ci consente di pensare il corpo come una costante fluttuazione tra dentro e fuori; la sua immunizzazione e, al tempo stesso, la sua contaminazione. Profusione ecotecnica dei corpi, ibridazione del sé e clonazioni terapeutiche.

In che modo e in che senso tutto questo è, oggi, Humanity?

Le aree tematiche di indagine che saranno oggetto del Convegno sono quindi ricongiungibili a:

  • Umano/postumano/transumano
  • Antropocene
  • Animalità
  • Relazione mente-corpo
  • Intelligenza artificiale
  • Dignità, diritti umani e inclusione
  • Personale/Impersonale
  • Ibridazioni
  • Etografie, corpi e-scritti, es-posizioni, corpo senza organi.
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