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STORIE E TEORIE DELL'IDEOLOGIA

Il progetto non consiste nella ricostruzione, storica e teorica, delle ideologie (lavoro già svolto da molti e che impegna di solito chi si occupa del tema), ma nel tracciare una prima storia delle teorie dell'ideologia ossia delle definizioni di che cos'è "ideologia". In questo senso vi sono più storie e più teorie che, pur nella loro diversa impostazione (metodologica, teorica, politica, culturale ecc.), ruotano tutte attorno all'idea che l'ideologia si definisca (e si possa definire) solo in riferimento a una qualche verità, sia essa assoluta o relativa. Le ideologie occuperebbero la terra di nessuno che si stende tra il vero e il falso, quasi fossero non del tutto vere né del tutto false. L'ipotesi di fondo, dunque, è che la definizione di cos'è "ideologia" si ponga nell'ambito della teoria della conoscenza (ipotesi criticata, ad esempio, sia da Althusser sia da Foucault: solo che il primo la ritiene comunque utile se portata in ambito politico, il secondo, invece, la ritiene, per lo stesso motivo, inservibile).La prospettiva che vorrei seguire è invece un po' differente, pur senza negare l'effetto di conoscenza (solitamente falsa) che l'ideologia genera. La mia ipotesi è che le ideologie siano costrutti politici (consci e inconsci) che cercano di affermarsi e diffondersi, per creare ciò che si chiama coscienza, travestendosi da conoscenze, ma senza esserlo. Non è un caso che gli studi più interessanti facciano in vario modo propria una prospettiva psicoanalitica, più che epistemologica in senso stretto. Il punto è che l'ideologia s'impone non solo sfruttando le zone grige che la conoscenza scientifica non illumina, ma anche a scapito delle conoscenze scientifiche acclarate. Pur invadendo il campo della conoscenza, l'ideologia sempre esserne immune. Essa cioè non scompare necessariamente quando ciò che asserisce essere vero è dimostrato in modo incontrovertibile essere falso. Anche se esiste, dunque, l'enunciazione di una verità non è sufficiente a scacciare un'ideologia e, dunque, l'ideologia è una costante antropologica indipendente dalla conoscenza? Oppure l'ideologia si insinua proprio nei vuoti lasciati inavvertitamente aperti dalle conoscenze scientifiche loro malgrado?Il dilemma sembra destinato a restare aperto: o c'è una Verità capace di zittire le ideologie oppure finché ci saranno verità parziali, come quelle offerte dalle scienze, le ideologie sono destinate a ripresentarsi? Forse, la soluzione sta nel riconoscere alle ideologie una funzione politica (e sociale) insostituibile: quella di fornire, per dirla un po' alla Luhmann, una semplificazione della complessità del quadro sociale; poche certezze, spacciate per verità, semplici e chiare, che possano servire da bussola per orientarsi nella complessità diventata ingestibile di una società. Pur ritenendo questa ipotesi interessante, essa mi pare anche insufficiente: spesso, infatti, le ideologie sono molto complesse. Si tratta, dunque, di trovare una definizione di ideologia che tenga conto delle proposte enunciate sino a oggi, cercando però di rispondere ai quesiti che ognuna di esse lascia in sospeso.La storia che vorrei tracciare, dunque, è quella di chi ha affrontato, in tempi recenti (gli ultimi trent'anni circa) la definizione di cos'è ideologia tenendo presente questa prospettiva problematica. Nella speranza possa servire a tratteggiare un quadro più aggiornato della realtà sociale.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo2.100,00 euro
Periodo11 Dicembre 2013 - 11 Dicembre 2015
Gruppo di RicercaRAIMONDI Fabio (Coordinatore Progetto)