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CONSUMO DI SUOLO E SPRAWL URBANO

Il presenta lavoro, partendo da alcune riflessioni sul concetto di “consumo di suolo” e sulle sue possibili declinazioni, intende affrontare la questione della misurazione del fenomeno in ambito nazionale. Non vi è dubbio, infatti, che disporre di un quadro informativo completo ed aggiornato del “consumato” (con indicazioni quali-quantitative sulle diverse destinazioni d’uso) così come delle aree agricole e naturali, interne ed esterne al tessuto urbano consolidato (con indicazioni relative a grado di naturalità, valenza agricolo-paesaggistica, vulnerabilità, specificità geologiche, giacitura e rilevanza per le reti ecologiche), oltre a consentire una più approfondita conoscenza del fenomeno, può utilmente orientare le scelte programmatorie delle amministrazioni (a scala nazionale, regionale e soprattutto locale), indirizzandole verso opzioni trasformative meno gravose in termini di efficienza ambientale, economica e sociale. In ambito nazionale ed europeo l’offerta di dati di land cover/land use è vasta ma estremamente frammentata. Come è noto infatti, per misurare il consumo del suolo è necessario disporre di basi di dati cartografiche di uso/copertura del suolo, fra loro confrontabili e coerenti, in riferimento almeno a due soglie temporali, così da verificare, mediante una metodologia di comparazione statistica differenziale oppure attraverso una matrice dei flussi (CRCS, 2010), le variazioni d’uso intercorse nell’intervallo di tempo considerato. Tuttavia le banche dati che si occupano direttamente o indirettamente degli usi del suolo utilizzano metodologie molto diverse, per sistemi di classificazione, grado di copertura territoriale e temporale, scala di indagine, modalità di rilevazione (vi è, ad esempio, una netta distinzione tra database di derivazione satellitare come Corine Land Cover e le banche dati che utilizzano un approccio statistico campionario, come LUCAS), e ciò genera inevitabilmente una grande variabilità dei risultati, oltre a determinare problemi di comparabilità e scalabilità delle informazioni. Partendo da queste constatazioni, il presente lavoro si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:•analizzare l’offerta di dati di land cover/land use attualmente disponibile in Italia, cercando di evidenziarne le principali caratteristiche (metodi e finalità di rilevamento, sistemi di classificazione, copertura territoriale e quella temporale, scala di indagine, grado di accuratezza delle informazioni, ecc.), nonché i limiti e i vantaggi che possono derivare dal loro uso;•fornire, attraverso una lettura integrata delle diverse fonti informative che si occupano in modo diretto o indiretto degli usi del suolo, una prima valutazione del fenomeno in ambito nazionale, cercando in particolare di mettere in luce: a) le peculiarità e specificità che il consumo di suolo ha assunto nel contesto italiano rispetto a quanto avvenuto in altri paesi; b) le modalità distributive del “consumato” con particolare riferimento alla scala regionale, 3) la correlazione tra consumo di suolo ed altri parametri ritenuti potenzialmente esplicativi delle dinamiche insediative (ad esempio PIL procapite, densità demografica, rendita fondiaria, ecc.)•selezionare uno o due casi di studio nell’ambito della Campania da analizzare ad una scala di maggior dettaglio per verificare se e come il cambio di scala influisca sulla lettura/interpretazione del fenomeno.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.750,00 euro
Periodo7 Novembre 2014 - 7 Novembre 2016
Gruppo di RicercaIOVINO Giorgia (Coordinatore Progetto)
BENCARDINO Massimiliano (Ricercatore)
RESCIGNO Giuseppe (Ricercatore)