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IDENTITA' PERSONALE, DIRITTO ALL'INFORMAZIONE E TUTELA DELLA VITA PRIVATA NEI NUOVI MEZZI DI COMUNICAZIONE. PROFILI DI DIRITTO COMPARATO

La Corte EDU ha ribadito più volte l'inscindibile legame che intercorre tra diritto all'identità personale, diritto al rispetto della vita privata e diritto all'informazione (nonostante riconduca i primi due nell'alveo dell'art. 8 e il terzo in quello dell'art. 10 CEDU). Tale legame è assai evidente in internet, dove risulta ancor più complicato il bilanciamento tra tali diritti. La diffusione su scala mondiale delle innovazioni tecnologiche ne ha accresciuto l'incidenza nella vita privata delle persone, generando l'esigenza di una tutela rafforzata che superi i confini nazionali, per espandersi su latitudini sovranazionali, per scongiurare, da un lato, il rischio di una società del controllo e della sorveglianza, che pieghi gli interessi dei singoli ad un interesse pubblico ad essi aprioristicamente sovraordinato. Dall'altro, per contrastare la tendenza verso una riduzione della persona e delle sue prerogative a merce. Ne deriva che l'evoluzione normativa della materia non può più essere affidata all'esclusivo ambito legislativo, bensì ad una pluralità di fonti, che si collocano a diversi livelli.In tale prospettiva, va analizzata la nuova nozione di "vita privata", che supera la tradizionale dimensione statica e "proprietaria" della riservatezza per configurarsi come "freedom to", caratterizzata da un sempre più ampio potere di controllo e di intervento sulla gestione della propria sfera privata. Analogamente, la nozione di identità personale - richiamata ma non definita disciplina italiana di attuazione della direttiva 95/46/CE) - si è delineata nel tempo grazie all'elaborazione dottrinale e giurisprudenziale: in un primo momento essa era rinvenuta nell'insieme dei dati identificativi della persona, sui quali si appuntava la tutela giuridica (protezione del nome, dell'immagine, dell'onore e così via). La visione più moderna, tuttavia, pone al centro non più la mera identificazione della persona da parte della società, bensì la sua proiezione nella vita sociale, vale a dire il complesso delle manifestazioni della sua personalità, in particolare delle sue relazioni sociali, discorrendo di un “pluralismo delle identità”. Diritto all'identità personale, pertanto, come diritto di essere uguale a se stesso. Soltanto guardando all'unitarietà della nozione di identità personale è possibile tutelare le sue singole declinazioni, come l'identità digitale: anch'essa non può essere ricondotta meramente all'insieme dei dati che consentono l'accesso a determinati spazi (ad esempio alle caselle e-mail o ai social network) o che sono ceduti per concludere acquisti in rete, bensì dev'essere estesa a tutte le informazioni riguardanti quella persona, che contribuiscono a distinguerla dagli altri individui e a ricostruirne la storia digitale, e tra queste non soltanto quelle su cui il soggetto esercita - o ha esercitato - un controllo ma anche informazioni diffuse altrimenti e al di fuori di quel controllo stesso.A fronte della crescente diffusività e velocità delle operazioni di trattamento informatizzato, che molto spesso sfuggono ad ogni possibilità di conoscenza e gestione da parte dell'interessato, e tenuto conto del forte interesse delle imprese alla commercializzazione delle banche dati, emerge la necessità di una tutela complessiva e trasversale della persona, intesa in modo unitario.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.906,00 euro
Periodo28 Luglio 2015 - 28 Luglio 2017
Gruppo di RicercaSTANZIONE Maria Gabriella (Coordinatore Progetto)
BARELA Valentina (Ricercatore)
D'ANTONIO Virgilio (Ricercatore)
DI FILIPPO GIANLUCA (Ricercatore)
PIGNATARO Gisella (Ricercatore)
RICCIO Giovanni Maria (Ricercatore)
RINALDI ALESSANDRO (Ricercatore)
TROISI Claudia (Ricercatore)