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CLIENTELISMO NOTABILIARE, CLIENTELISMO DI PARTITO E CLIENTELISMO PERSONALE

L’ipotesi di fondo attorno a cui sarà sviluppata la ricerca è che le modalità attraverso cui si articola la mediazione clientelare si sono adeguate alla trasformazioni della società, ai cambiamenti della cultura politica e ai mutamenti del sistema politico e in particolare alla crisi dei partiti. Molti studiosi ritenevano che il clientelismo fosse tipico di società poco evolute e che esso sarebbe stato superato man mano che i processi di sviluppo e di modernizzazione si sarebbero affermati. L’ipotesi della ricerca che viene proposta è che la mediazione clientelare ben lungi dall’esaurire la propria forza nelle società attraversate da rapidi processi di sviluppo economico-sociale, tenda a diffondersi anche in società che da decenni vengono considerate evolute ed economicamente avanzate.Inizialmente, la risorsa fondamentale che determinava l’asimmetria della relazione clientelare era rappresentata dalla reputazione sociale, in seguito dal possesso di risorse economiche, più di recente, dal controllo dei centri di distribuzione di risorse e benefici di carattere pubblico. Negli ultimi decenni, la riduzione della spesa pubblica, l’arretramento dell’intervento dello stato nell’economia, nonché il sostanziale e sostanzioso dimagrimento del welfare, secondo alcuni osservatori, hanno creato un ambiente ostile alla mediazione clientelare strutturata sullo scambio del consenso e della deferenza con favori e benefici di natura pubblica. La ricerca si propone di verificare l’ipotesi opposta e cioè che la riduzione delle risorse economiche di derivazione pubblica abbia reso più appetibile un canale di comunicazione e di accesso diretto e individuale a personalità cui è affidata la gestione delle “scarse” risorse pubbliche. In sostanza la riduzione delle risorse potrebbe aver alimentato il valore e il significato della mediazione clientelare che quindi continua ad operare in misura significativa.Tuttavia, lo scambio ineguale tipico del clientelismo è si realizza tra soggetti diversi rispetto al passato. I clienti non appartengono solo ai ceti sociali deprivati di risorse economiche, culturali e di relazioni sociali e soprattutto il destinatario delle domande di protezione, favori e benefici sono singole personalità che, a seguito della crisi dei partiti, hanno acquisito maggiore autonomia e libertà di manovra nella decisione politica. La figura centrale del clientelismo personale è il broker di consensi abile a cogliere le opportunità di elargizione “discrezionale” dei pochi benefici economici e dei favori anche di carattere simbolico. Le risorse strategiche del clientelismo sono le stesse dei partiti. Inizialmente sono stati i notabili grazie ai quali i partiti si sono insediarsi sul territorio soprattutto nel Mezzogiorno del paese all’esordio della democrazia di massa in Italia, in seguito la burocrazia dei partiti e infine singole personalità capaci di governare la meccanica di funzionamento delle istituzioni politiche e delle strutture amministrative. Nella prima fase la ricerca esaminerà in modo critico la letteratura sul clientelismo in Italia, ma anche in America Latina, in altri paesi dell’Europea mediterranea e alcuni paesi asiatici che si sono affacciati da poco all’esperienza democratica. L’obiettivo è quello di valutare se l’adeguamento del clientelismo alle trasformazioni sopra delineate siano una specificità italiana o europea o se possa essere riferito ad una dinamica di carattere generale. Tale approfondimento teorico sarà utile per individuare alcuni indicatori del passaggio del timone della mediazione clientelare nelle mani di singoli imprenditori politici che ovviamente si servono di macchine e di organizzazioni burocratiche non governate da regole – seppure informali – condivisa con diversi attori. In conclusione il fenomeno sarà osservato in contesti specifici per valutare la validità degli indicatori rinvenuti attraverso l’esame della letteratura e la plausibilità delle ipotesi sopra formulate.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.637,00 euro
Periodo28 Luglio 2015 - 28 Luglio 2017
Gruppo di RicercaFRUNCILLO Domenico (Coordinatore Progetto)