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IL CONCETTO DI ISTITUZIONE IN ALCUNI "ISTITUZIONALISMI MINORITARI"

La ricerca si articolerà in tre fasi. Analisi della tradizione "classica" dell'istituzionalismo giuridico. In che rapporto stanno le tesi istituzionalistiche con le tradizioni politiche pluraliste, federaliste etc.? L'ipotesi è che ne rappresentino in realtà una sorta di riassorbimento, un dispositivo per la riaffermazione della visione tradizionalmente monista dopo la sua crisi. In Romano e Schmitt questo rovesciamento è chiarissimo: come aveva intuito A. Catania, di cui andrà reindagata l'indagine sulle ambiguità del rapporto formalismo/realismo nella tradizione istituzionalista, l'istituzionalismo giuridico costituisce una risposta iperformalistica alla crisi del nesso liberale classico tra diritto e statualità. Più problematica appare la tradizione francese: anche se gli aspetti di riconduzione alla "forma" giuridica sono evidentissimi, la riflessione di Hauriou sull'atto istituente inserisce nel concetto di istituzione un elemento di dinamismo interno irrintracciabile nell'istituzione à la Schmitt o à la Romano. Oltre e sotto la tradizione giuridica, però l'istituzione, in quanto dispositivo di apertura pluralista, di sperimentazione di concezioni dell'ordine giuridico-politico al di fuori della reductio ad unum della sovranità, ha lasciato la sua traccia in diversi istituzionalizzai "minoritari", non riconducibili alla torsione giuridificante e "iperistituzionalizzante" della tradizione istituzionalista. La seconda parte della ricerca cercherà le tracce di questa visione dell'istituzione come "processo" più che come "fatto" in particolare in tre autori. Saranno indagati tre nodi problematici, che producono da tre angolature diversissime una "dinamica dell'istituente": il concetto di immaginazione istituente in Castoriadis, il rapporto "positivo" tra affetti e istituzioni nella linea humeana di Gilles Deleuze, il rapporto tra negazione dell'istituzione e invenzione di nuova istituzione nel movimento di deistituzionalizzazione in Basaglia. La terza parte proverà a intrecciare il tema del "movimento istituente" e della creazione di nuove istituzioni a partire dalla nuova qualità intensa ed estensiva della cooperazione sociale (le istituzioni del comune cui fanno riferimento Negri ed Hardt) con la trasformazione governamentale della democrazia e la crisi delle sovranità nazionali. L'ipotesi da sondare è che, lungi dall'esaurirsi in un'estenuante retorica della "democrazia partecipata", il tema dell'invenzione di nuove istituzioni "dal basso", dell'irruzione di nuovi movimenti sociali (dagli Indignados a Nuit Debout), si coniughi con un rapporto dinamico e multilivello tra processi di invenzione istituzionale e luoghi dell'esercizio del potere politico: siamo di fronte forse a un processo di "stabilizzazione dinamica" di un rapporto dualistico tra funzioni di governo/potere/rappresentanza e nuove istituzioni prodotto dell'immaginazione istituente della società e dei movimenti sociali.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo2.015,00 euro
Periodo29 Luglio 2016 - 20 Settembre 2018
Gruppo di RicercaAMENDOLA Adalgiso (Coordinatore Progetto)
AURIEMMA VINCENZO (Ricercatore)
CARDONE MANUELA (Ricercatore)
DI STASIO ANTONIO (Ricercatore)
FRUNCILLO Domenico (Ricercatore)