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IL TRASFERIMENTO DI DATI TRA EUROPA E STATI UNITI: DAI SAFE HARBOUR PRIVACY PRINCIPLES AL PRIVACY SHIELD

Come osservato in sede di obiettivi, nel contesto di una legislazione (nazionale e sovranazionale) che spesso desta problematiche interpretative in sede di applicazione, problematiche dovute alla concreta difficoltà di accompagnare razionalmente la costante e veloce evoluzione tecnologica che fa segnare lo studio della Rete, con la presente ricerca ci si propone di estrapolare e raccogliere razionalmente il quadro di principi ormai consolidatisi - o in via di consolidamento - in Europa e negli Stati Uniti.La scelta di policy dell’Unione, sotto questo profilo, è stata quella di porsi quale modello forte di tutela della riservatezza, imponendo a qualunque esportatore di dati personali di origine comunitaria di confrontarsi con lo schema normativo europeo, garantendo alle informazioni in transito un livello di tutela particolarmente elevato, modellato appunto sul paradigma della direttiva 95/46/CE.Tanto è avvenuto anche nei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, nella misura in cui l’ordinamento statunitense, pur presentando una lunga e consolidata tradizione di tutela del right to privacy, è caratterizzato dall'assenza di una regolamentazione unitaria e generale in materia, con una congerie di interventi settoriali (di matrice federale e statale, nonché autoregolamentare). Tale impostazione complessiva dello scenario normativo, accompagnata dalla predilezione, soprattutto nei rapporti di consumo, per la valorizzazione dell’autonomia privata e della negoziabilità delle garanzie connesse alla tutela della riservatezza, contribuisce a determinare la non equipararabilità delle offerte dall'ordinamento USA ai rigorosi standard comunitari.I principles costituiscono indubbiamente la base di partenza anche dell’attuale Privacy Shield: essi trovavano il proprio fondamento giuridico immediato nella direttiva 95/46/CE, che, all’art. 25, comma 1, nell’affrontare la disciplina dei trasferimenti di dati personali oltre i confini dell’Unione Europea, impone, quale standard di tutela per gli interessati, che il paese importatore garantisca ai flussi di informazioni un “livello di protezione adeguato”.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.055,00 euro
Periodo20 Novembre 2017 - 20 Novembre 2020
Gruppo di RicercaD'ANTONIO Virgilio (Coordinatore Progetto)
D'ELIA PAOLA (Ricercatore)
GIANNONE CODIGLIONE GIORGIO (Ricercatore)
GRIECO Giuliano (Ricercatore)
MEOLI Bruno (Ricercatore)
MUSIO Antonio (Ricercatore)
ROCCA COMITE MASCAMBRUNO Paolo (Ricercatore)
SCOCOZZA SIMONA LIBERA (Ricercatore)
SICA Salvatore (Ricercatore)
VIGLIAR Salvatore (Ricercatore)