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RICORSI AMMINISTRATIVI ED AUTONOMIA DELL'AMMINISTRAZIONE DALLA GIURISDIZIONE: IL CASO DELL'UNIONE EUROPEA

L’analisi si articola in 7 fasi.1) Innanzitutto si precisa il concetto di autonomia dell’amministrazione dalla giurisdizione. In secondo luogo, con l’ausilio di una serie di nozioni elaborate essenzialmente da studiosi di common law, s’individuano alcune modalità di esecuzione del diritto europeo (che si attagliano anche ai ricorsi amministrativi), utili al successivo sviluppo della ricerca.2) Si esaminano poi, anche alla luce delle prassi applicative, i ricorsi per revisione interna (che sono assai numerosi), per individuarne i principali tratti funzionali e strutturali anche alla luce dei principi costituzionali pertinenti (es. art. 298 TFUE).3) L’attenzione si rivolge nel seguito alle norme che disciplinano il ricorso alla Commissione contro atti di determinate agenzie europee. Sebbene il rimedio sia piuttosto diffuso nella legislazione vigente, al di là di rare eccezioni, esso non è stato oggetto di specifiche indagini della dottrina e né ne è noto l’impatto che esso ha nella prassi. È allora necessario fondare la ricerca su un breve questionario (già) somministrato alle singole agenzie e alla Commissione, per comprendere la consistenza statistica del fenomeno e le regole di procedura che in queste ipotesi vengono seguite.4) L’indagine si rivolge poi alle commissioni di ricorso istituite presso alcune agenzie europee, per verificare in particolare la portata delle più recenti norme di settore su tale rimedio (anche in termini di autonomia dell’amministrazione europea).5) L’attività del Mediatore europeo costituisce l’aggetto della quinta tappa della ricerca. Anche in questo caso, è necessario prendere nella debita considerazione la prassi effettivamente seguita dall’ufficio con riferimento a denunce di persone fisiche e giuridiche.6) La sesta fase della ricerca verte sui ricorsi amministrativi in materia di informazioni gestite da istituzioni e organismi europei. Si tratta allora di esaminare il ruolo del Garante europeo della protezione dei dati, nonché delle forme di tutela previste nei confronti di Europol (prima e dopo la riforma del 2016) e di Eurojust.7) Alla luce della disamina condotta sui singoli rimedi, la settima fase trae le file dell’indagine, al fine di individuare l’effettivo grado di autonomia dell’amministrazione europea dalla giurisdizione e di comprendere quali siano le ricadute per il complesso rapporto autorità/libertà.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo2.101,00 euro
Periodo20 Novembre 2017 - 20 Novembre 2020
Gruppo di RicercaDE LUCIA Luca (Coordinatore Progetto)