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LA SOCIETÀ ITALIANA DEGLI ANNI SETTANTA TRA STORIA, CINEMA, MUSICA E TELEVISIONE

«Sempre più spesso ci si trova a dubitare / se in questi anni non abbiamo fatto altro che sognare». I versi di Cuba (1978) di Eugenio Finardi fotografano bene la situazione di una parte dei giovani (e meno giovani) italiani che avevano vissuto il miracolo economico, l’onda lunga della contestazione giovanile e il terrorismo. La canzone, al pari di altri indicatori, tra i quali soprattutto i media audiovisivi, registrava come nella società italiana iniziasse a verificarsi un cambiamento nei sogni e nelle aspirazioni dei movimenti e delle persone, che avrebbe portato le giovani generazioni, ma non solo, ad abbandonare l’appartenenza a gruppi o a ideologie collettive per rinchiudersi sempre più in una dimensione individualistica e nel disimpegno, in quello che Finardi definiva «riflusso». Si pensi ai film: da C’eravamo tanto amati (Scola, 1974) che sottolineava l’incapacità di poter realizzare quella trasformazione della società tanto sognata («Credevamo di cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato a noi», afferma il professor Palumbo) e, nel contempo, un’evoluzione in atto, almeno nei costumi e nei modelli culturali, come aveva dimostrato la vittoria dei “No” al referendum sull’abrogazione del divorzio (citato nella pellicola), tenuto nello stesso anno in cui Scola gira il film. E anticipava inoltre l’incapacità di convertire in un programma politico realizzabile i cambiamenti già avvenuti e che la sinistra faticava a registrare («E che fai… ’e minacce co’ ’u “boh!”», afferma, nell’alterco finale con Antonio, Palumbo), fino ad arrivare al Nanni Moretti di Ecce Bombo (arrivato nelle sale nel 1978), che traduceva in immagini la frase del film di Scola («Il futuro è già passato e non ce ne siamo accorti»), con i protagonisti che vogliono assistere al sorgere del sole (dell’avvenire?) mentre l’alba (del socialismo?) è alle spalle e loro continuano a parlarsi addosso senza riuscire a realizzare alcunché: l’unica via praticabile – annotava Moretti - è il silenzio (l’incontro finale tra Michele Apicella e l’amica che sta male). Il tutto, come ha sottolineato Crainz, passando per le pellicole di Fellini, sospese tra un passato rivisitato e idealizzato (Amarcord, 1973) e un presente che incute paura (Prova d’orchestra, 1978) e dei Taviani che con Allonsanfàn (1974) alludono all’impossibilità della rivoluzione. E con canzoni che anche esse si rifugiano nel passato (La canzone del sole, 1971, e I giardini di marzo, 1972, dovute al duo Mogol-Battisti) o che, con Rino Gaetano, esprimono il disagio crescente nei confronti di una politica raccontata come una filastrocca nonsense (Nuntereggae più). Con la canzone di Gaetano siamo ancora una volta a quel 1978, citato in apertura, in cui un altro cantautore, Antonello Venditti, riandava agli avvenimenti di dieci anni prima tracciandone un amaro bilancio. L’album, Sotto il segno dei pesci, usciva l’8 marzo. Otto giorni dopo veniva rapito dalla Brigate Rosse Aldo Moro. In definitiva intendiamo riprendere quel discorso sugli anni Sessanta ampliandolo ed estendendolo agli anni successivi, quei Settanta che troppo spesso, anche negli ultimi tempi, sono stati visti quasi esclusivamente come anni di terrorismo o di violenza politica. Si tratta di un periodo, infatti, che ha visto una profonda riflessione sul tema dei diritti, l’esplosione di variegati fenomeni culturali e che ha rappresentato il punto più alto, la stagione più incisiva dell’esperienza riformatrice italiana (l’unico decennio della storia repubblicana in cui la forbice tra le classi sociali si assottiglia sensibilmente), con una serie impressionante di riforme varate dal Parlamento. Molteplici le fonti: rapporti di polizia e prefetti, stampa (quotidiani e settimanali, soprattutto i secondi con la loro rubrica della posta dei lettori), canzoni, film. Nella convinzione che la storia politica, così come la storia con gli audiovisivi, da sole non siano sufficienti a spiegare la realtà di un’epoca e non possano dare risposte esaurienti.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.700,00 euro
Periodo20 Novembre 2017 - 20 Novembre 2020
Gruppo di RicercaCAVALLO Pietro (Coordinatore Progetto)
FRESCANI Elio (Ricercatore)
PALMIERI MARIANGELA (Ricercatore)
PLATANIA Margherita (Ricercatore)
RAVVEDUTO Marcello (Ricercatore)