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NEUROSCIENZE E DIRITTO: PROFILI GIURIDICO-COSTITUZIONALI DEL POTENZIAMENTO COGNITIVO.

Il progetto di ricerca si propone di chiarire, preliminarmente, l'ambito d'indagine, vale a dire in cosa consista il neurodiritto. L'avanzamento delle conoscenze di anatomia, di microanatomia del sistema nervoso e della neurobiologia, nonché gli sviluppi delle metodologie e degli strumenti per lo studio dell'attività cerebrale umana (tecniche diagnostiche per immagini o neuroimaging) ha consentito una rapida espansione delle ricerche delle neuroscienze. Il potenziamento di questa branca della scienza ha comportato un'intensa riflessione ed un vivace dibattito in ambito bioetico (neuroetica), ma anche, sebbene più di recente, la riflessione ed il dibattito sugli aspetti e le problematiche di natura giuridica che i suddetti sviluppi neuroscientifici presentano (il neurodiritto, per l'appunto).Indi, la ricerca si concentrerà su una delle più problematiche possibilità che questi avanzamenti consentono, vale a dire il potenziamento cognitivo (cognitive enhancement). Con questo termine s'intende l'uso intenzionale delle conoscenze e delle tecnologie biomediche per interventi sul corpo umano, al fine di modificarne, in senso migliorativo e/o potenziante, il normale funzionamento.Esso può riguardare il potenziamento di capacità esistenti o la creazione di nuove e, nella prima di queste due ipotesi, esso può essere spinto fino alla soglia della normalità statistica oppure teso ad oltrepassarla. Un'altra "bidirezionalità" del potenziamento consiste nella possibilità di intervenire su capacità trasmissibili ai discendenti o, di contro, non incidere sulla linea germinale (la sequenza di cellule germinali che hanno materiale genetico che può essere trasmesso ad un discendente) e, pertanto, non determinare la trasmissibilità delle modifiche apportate sul singolo individuo alla sua progenie.Rispetto alla portata, comunque significativa, in più o in meno, di ciascuna delle suddescritte possibilità scientifiche, urge interrogarsi sull'opportunità di fissare un limite ad esse (ed alla ricerca scientifica che le consente) e dove esso, eventualmente, vada fissato. L'indagine è per lo più di portata costituzionalistica, essendo rapportabile a plurimi principî e diritti sanciti dalla nostra Carta costituzionale e dalla generalità delle costituzioni e carte dei diritti contemporanee.Per tentare di fornire una risposta ai plurimi interrogativi che dunque si pongono, va accertato, preliminarmente, se la tutela della salute comporti la sola cura dei deficit di capacità od anche miglioramenti del rendimento intellettuale e del controllo emotivo, secondo una concezione di homo sanus preminentemente soggettiva ed autodeterminata. Vanno ricercate, al contempo, garanzie che tale determinazione si formi consapevole e libera da condizionamenti del mercato e dei modelli socio-culturali prevalenti.Molteplici le questioni correlate: esse spaziano dalla crisi del principio personalista, dinanzi alle modifiche neuroscientifiche dell’identità personale; al rischio di diseguaglianze sociali causate da un accesso alle tecniche de quibus che sia regolato dal mercato; al vulnus alla dignità umana dei “non potenziati”, prevedibilmente emarginati e penalizzati; all’appannarsi del principio solidaristico a favore di una concezione competitiva della società; fino ad una rinnovata lettura del dovere di difesa della Patria indotta dal potenziamento a scopi militari.

StrutturaDipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione/DISPC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.532,00 euro
Periodo20 Novembre 2017 - 20 Novembre 2020
Gruppo di RicercaFATTIBENE Rosanna (Coordinatore Progetto)
FORTUNATO Anna (Ricercatore)
IACOVINO Angela (Ricercatore)
IVONE Vitulia (Ricercatore)
MEOLA FRANCA (Ricercatore)